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La mia scoperta della lana di baby alpaca

Ciao,

 

Sono Valerie e voglio raccontarvi come ho scoperto la lana di baby alpaca.

 

Tutto ha avuto origine dal viaggio alla scoperta del Perù che ho fatto assieme al mio compagno nell’Agosto del 2016.

 

Partiti da Venezia diretti a Lima, ci siamo presto mossi verso Cuzco per scoprire la Valle Sacra degli Incas. Ci siamo fermati lì per una settimana. Alloggiavamo a Urubamba, un paesino a 2800 metri sul livello del mare. Da lì abbiamo girato i paesini di Chinchero, un luogo speciale per l’artigianato tessile dove ho potuto ammirare il loro modo di lavare, tingere tutto in maniera naturale, e cardare la lana di pecora e alpaca a mano.

 

 

A seguire Moray, un sito archeologico inca situato su un altopiano caratterizzato da una serie di terrazze concentriche; le saline di Maras, Ollantaytambo, Pisac e il favoloso sito archeologico di Sacsayhuamán, un complesso inca circondato da mura di pietre a secco incastrate con una precisione inspiegabile. Ovviamente abbiamo dedicato una giornata anche alla scoperta di Machu Picchu, “una delle Sette meraviglie del mondo moderno”, un posto dall’energia davvero particolare.

 

Paesaggi mozzafiato, gente meravigliosa, tradizioni bellissime…un posto davvero unico!

 

 

Poi in autobus siamo partiti in direzione di Puno, sulle sponde del lago Titicaca. Abbiamo passato il punto più alto del nostro viaggio sulle Ande, a 4600 metri sul livello del mare, vedendo paesaggi davvero incredibili! Arrivati a Puno, abbiamo scoperto le isole galleggianti degli Uros, una popolazione fuggita alle invasioni Inca che, da allora, vive su queste isole artificiali costruite grazie alla “totora”, una pianta che cresce abbondantemente nel Lago Titicaca e viene usata in tutte le maniere: dalla costruzione delle isole, alle capanne; dalle imbarcazioni fino a cibarsi della parte interna e più tenera. Colpiscono i colori sgargianti dei vestiti delle donne. A seguire l’isola di Taquile: ti sembra di essere in mezzo al mare e non un lago da quanto è grande!

 

Ma non è finita qui: sempre in autobus ci siamo mossi in direzione Arequipa, bellissima città conosciuta come La Ciudad Blanca per via della pietra con cui sono costruiti tutti i principali edifici del centro storico, nel 2000 dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Un tesoro architettonico custodito nelle remote propaggini meridionali del Perù, tra valli desolate e maestose cime vulcaniche. Il monastero di Santa Catalina è un vero bijou con i suoi colori accesi!

 

È stata proprio Arequipa a farmi conoscere la lana di baby alpaca, comprando il mio primo poncho in un mercatino tipico.

 

Sulle montagne attorno, tra i 3500 e i 5000 metri sul livello del mare, vive l’80% degli alpaca del Sudamerica, per questo Arequipa è conosciuta come la terra degli alpaca.

 

Il nostro viaggio è poi proseguito riprendendo l’aereo in direzione del nord del paese a Iquitos, nel cuore dell’Amazzonia peruviana. Non esistono strade che collegano Iquitos, con le altre regioni del Perù! Poi abbiamo visitato il quartiere galleggiante di Bélen, zona soggetta ad un’estrema povertà, e il suo mercato. Un posto incredibile in cui si possono assaggiare frutti sconosciuti, vedere pesci dall’aspetto preistorico, mangiare carne di tartaruga, di alligatore, larve e chissà cos’altro! Insomma, un luogo eccellente per conoscere tradizioni e cucina tipica della selva.

 

Poi ancora un’escursione ci ha portati alla scoperta delle tribù indigene che popolano il Rio delle Amazzoni, ci siamo sentiti spaesati dalla bellezza della flora e della fauna di queste regioni.

 

 

 

Più a sud il nostro viaggio prosegue sul mare, a Paracas, per scoprire le isole Ballestas popolate da pinguini e leoni marini; le dune di sabbia e l’oasi di Huacachina, immersa nel deserto peruviano.

 

Infine abbiamo trascorso alcuni giorni a Lima a scoprire la città, prima di rientrare in Italia. Ultima tappa per assaporare la gastronomia Gourmet peruviana, recentemente dichiarata Patrimonio delle Americhe, e in particolare i suoi tipici ceviche accompagnati da un buon Pisco sour.

 

Mi sono innamorata della ricchezza e varietà di paesaggi di questo bellissimo Paese, delle persone, delle loro tradizioni e culture, ma non riuscivo a togliermi dalla testa la bellezza, la morbidezza e la leggerezza della lana di baby alpaca!

2 commenti

  • Sikvia ha detto:

    Ho sempre sostenuto che sei una donna fantastica! In bocca al lupo per questo tuo progetto e complimenti per la forza ed il coraggio che hai sempre dimostrato di avere?
    Ti abbraccio forte.
    Silvia G.

    • Valerie ha detto:

      Grazie Silvia per il tuo sostegno. Sei carinissima e mi fa molto piacere il tuo messaggio d’incoraggiamento!!
      Un caro abbraccio.
      Valerie

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